2017 – Firenze Fornaciai Art Gallery

Quello presentato da Andrea Pinchi e Armando Moriconi qui alla
Minigallery di Assisi, è un ipotetico Universo parallelo, che aspetta solo di
essere scoperto con gli occhi. La loro particolare visione ci trasporta
nell’immensità del cosmo, tra figure pure e colte, che popolano i loro favolosi
mondi, fatti di “meteore” e “passeggiate sulla luna”, lontano dalla corrotta
Terra.
“Anime in fiamme”, “Piume di stelle”, ”Elementi ancestrali”, “Forme cosmiche”,
si muovono, cercando di ricreare idealmente, una piccolissima porzione di
cosmo.
In un mondo fatto di paradossi, di assurdità e di nonsensi, questa è la
realtà ideale raccontata da Andrea e Armando. È così che si connettono due
“Dimensioni parallele”, con la presa di coscienza dell’Universo possibile, che
apre ad una comunicazione ancora più vasta con il Tutto. Due ramificazioni
del cosmo. Due possibili universi coesistenti, posizionati uno accanto all’altro.
Entrambi umbri, entrambi legati fortemente alla terra e alle tradizioni, ma
con lo sguardo aperto verso il cielo. Una coscienza chiara per i materiali
nobili, eleganti, vivi. Una precisione elaborativa impeccabile, una notevole
decisione formale, una sensibilità forte per le tradizioni.
I lavori di Andrea sono frammenti di cielo, amabilmente descritti dal suo
personale dialogo tra musica e arte, fra materia e anima. Perché è dalla
musica che parte la sua raffinata arte, dalle note ultraterrene di un organo a
canne, che emoziona e fa pregustare in terra un armonia sublime, regola
suprema di bellezza del suo Universo. I suoi lavori sono accordi e simmetrie di
puro colore, resine, stagno, strisce di pelle che hanno attraversato i secoli e
che ritrovano una nuova essenza, un nuovo corpo. Strumenti al servizio delle
anime, provenienti da altri mondi, che ci fanno penetrare nel profondo del
cielo, per una nuova esperienza estetica, dove le parole, così limitate ed
imperfette, cedono il posto alla pura e sublime melodia dei suoi lavori.
Andrea eleva la materia, le dà nuova vita, rendendo immortale e
indimenticabile ciò che è ignoto e perituro. In un meraviglioso e coinvolgente
conflitto tra ciò che era, ciò che è e ciò che vuole essere…
Le sculture di Armando sembrano come precipitate sulla terra, oggetti
di altri mondi, che fluttuano e ci ricordano entità fisiche primordiali.
Manipolando la luce riflessa dalle sculture lucidate a specchio, si apre una
f
inestra su altre realtà possibili. Una porta spazio temporale, che conduce in
altre dimensioni dell’esistenza. Un mondo immaginario coeso e dotato di una
coerenza interna che chiede di essere toccato, esplorato.
Forme essenziali, originali e stilisticamente rigorose, che sprigionano la
tensione e la perfezione del marmo nero del Belgio, la variazione di colore
rosso della pietra d’Assisi, l’energia refrattaria della materia. Armando esplora
tutti i territori della scultura, sperimenta tutti materiali, grezzi, lucidi: pietra,
bronzo, marmo, alabastro, come in un viaggio immaginario all’interno del
cosmo alla ricerca di una forma pura. Il suo stile è pulito ed essenziale. I suoi
lavori restano in balia della luce, che influenza il modo di vedere le forme.
Tutto è studiato, dalla disposizione spaziale al piedistallo, dal colore venato
del marmo all’incidenza della luce sulla forma, in una continua ricerca
dell’essenziale, della forma perfetta, assoluta. Un’esperienza tattile, che lascia
spazio all’immaginazione. Un calcolato equilibrio tra superfici lisce ed eleganti
e parti volutamente lasciate rozze e primitive. Un linguaggio autonomo,
puro, spoglio, primordiale, semplice, dove “La semplicità”, come affermava
Brâncuşi, “non è altro che una complessità risolta”.
Un viaggio immaginario all’interno del cosmo e della sua immensità, tra
realtà parallele, come in un racconto, alla ricerca affamata delle risposte alle
domande esistenziali che solo chi ha il privilegio di pensare in libertà potrà
mai porsi.